29) "L'AVVENTURA" - KETTY LO GIUDICE | TORINO

E adesso come faccio?
Camminava a piedi scalzi nella stanza, stringendo fra le mani l’estratto conto.
I suoi passi partivano dal tavolo addossato al muro sotto la finestra della cucina e proseguivano in linea retta fino alla porta del bagno, poi giravano intorno alla colonna dove era appeso un lungo termosifone da dodici elementi e ritornavano al tavolo.
Aveva ristrutturato l’appartamento, aveva buttato giù tutti i muri e creato piccoli ambienti divisi da muretti irregolari.
La casa le piaceva molto, aveva dipinto sulle pareti quadri di Picasso con i colori a tempera e sui muretti aveva spalmato un preparato grigio che somigliava al muro vicino alla scuola, dove si strisciava da bambina in bicicletta, sbucciandosi i gomiti.
I soldi erano finiti e aveva solo un tavolo, quattro sedie, un frigorifero, un fornetto elettrico e una brandina da campeggio, mancavano almeno un divano letto e un armadio.
Da due anni, per risparmiare, non andava più al cinema e non usciva per una pizza con gli amici.
Mentre completava il diciannovesimo giro pensò che quelle rinunce le avevano tolto la gioia di vivere.
Si appoggiò sul tavolo con le braccia tese e abbassò la testa. Con forza cominciò a scuoterla portandola da una parte all’altra.
“No!” Ascoltò il grido di disperazione che uscì incontrollato dalla sua bocca.
Tolse le braccia dal tavolo e si osservò nello specchio del bagno, quello che vi lesse la spaventò. Cambiò espressione e simulò con la mimica del volto alcune emozioni: paura, piacere, disgusto, compassione, felicità.
Non era felice, della casa non le importava più nulla, era stufa di vivere solo di privazioni.
Si pose la domanda su cosa le sarebbe piaciuto fare e rispose che un viaggio l’avrebbe entusiasmata... (segue - totale battute: 16647)

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[ 13 luglio, 2009 ] • [ eureka ]